Due anni e mezzo fa, quasi per gioco, tra operatori e volontari della cooperativa Assofa è nata un’intuizione che oggi si è trasformata in un piccolo grande traguardo: le borse realizzate dalle persone ospiti del centro diurno hanno raggiunto quota mille. Cucite con stoffa riciclata e vendute nei mercati e nelle fiere del territorio, sono diventate uno dei progetti più identitari della realtà piacentina.
Tutto è partito dalla ricerca di un’attività concreta da proporre ai ragazzi, qualcosa di materiale e tangibile che desse un risultato visibile. Dopo alcune idee iniziali, tra cui anche dei portachiavi, la scelta è ricaduta sulla realizzazione di borse con stoffa riciclata. Questo progetto ha creato nel tempo una fitta rete di legami con la Caritas, con privati del territorio e persino con una signora titolare di un banco al mercato, contribuendo a far conoscere l’iniziativa ben oltre i confini della cooperativa, grazie a volantini, fiere e una presenza social sempre più strutturata.

Le borse non sono rimaste uguali nel tempo, ma hanno seguito un’evoluzione fatta di fantasia e crescita artigianale. Le prime versioni erano dipinte a mano, poi sono arrivate quelle con frasi in dialetto piacentino, battezzate e conosciute in città come le iconiche “Borse Piasinteine”, pezzi unici e numerati. Sono seguiti modelli sempre più elaborati, come quelli con fodera interna, e quest’anno è la volta dei portatorta, pensati in abbinamento con le torte della Bottega Pavesi.
Il ricavato di questi prodotti, gestito in sinergia tra la cooperativa e i volontari dell’associazione Amici Coop Assofa, finanzia iniziative come la lettura animata alla biblioteca di Piacenza, il laboratorio di cioccolato sensoriale con i Bagai e le attività di cucina interne alla struttura di via Zoni. Proprio sul fronte della biblioteca, l’idea per il futuro è di replicare lo stesso modello di finanziamento nato con il fondo delle borse.

Al di là dell’aspetto commerciale, però, il progetto ha un peso importante sul piano sociale. Per le persone con disabilità della cooperativa, partecipare al laboratorio significa sentirsi capaci di realizzare qualcosa di concreto e vedersi riconosciuti anche attraverso il ritorno delle vendite. Non si tratta solo di produzione: è un momento per stare insieme, tanto che i ragazzi partecipano anche alle fiere dove le borse vengono vendute direttamente al pubblico.
La produzione prosegue tutto l’anno, con ritmi che seguono le stagioni. Al centro ci sono sempre le borse, anche personalizzate su richiesta, ma nel periodo invernale il laboratorio rallenta per dedicarsi al cambio linea verso i modelli natalizi. L’appuntamento fisso è il mercoledì mattina, giornata cardine del progetto al centro diurno, quando quattro o cinque volontari affiancano i ragazzi nella produzione. Il lavoro segue fasi precise: la scelta della stoffa, il ritaglio sul tappetino da sarta con il supporto di operatori e volontari, e infine la prima cucitura, affidata al ragazzo. Con il tempo il laboratorio si è specializzato, arrivando a realizzare borse sempre più complesse e curate, un percorso che ha fatto crescere le competenze non solo dei ragazzi, ma anche dei volontari coinvolti.

Un dettaglio tecnico particolarmente innovativo caratterizza il laboratorio: l’uso della tecnologia per l’accessibilità. Un sensore wireless dotato di un grande pulsante rosso è collegato via wi-fi a un computer che gestisce l’accensione degli elettrodomestici, macchina da cucire compresa. Premendo il pulsante, le persone possono attivare in autonomia e in sicurezza la macchina per procedere con la cucitura. Tra gli appuntamenti fissi a cui il laboratorio lavora per rispettare le scadenze figurano le fiere estive, come quella del 15 e 16 agosto, la fiera di Ponte dell’Olio e l’evento del 27 settembre prossimo al Germoglio.
Sul fronte delle collaborazioni, la cooperativa ha avviato nuovi contatti con realtà del territorio, tra cui la Cantina Valtidone.

Il periodo natalizio occupa un posto speciale nella storia del progetto. Lo scorso Natale erano stati realizzati modelli abbinati a prodotti tipici del territorio: dall’Oltrepò Pavese al caffè Musetti, dalla crema spalmabile dei Bagai alle candele prodotte dalla cooperativa stessa. Le borse vengono inoltre presentate in occasioni speciali come la Bottega di Natale temporanea in Galleria San Donnino. Guardando alle novità in cantiere, per le borse di Natale è prevista una tavoletta di cioccolato creata insieme ai ragazzi dei Bagai, inserita direttamente nella confezione, insieme a un packaging personalizzato con etichette dedicate.
Ma l’appuntamento più atteso a breve è quello simbolico della millesima borsa, un traguardo che la cooperativa vuole celebrare con un evento aperto al territorio, per presentare alle famiglie e all’intera comunità piacentina la vetrina di un percorso nato per caso e diventato, borsa dopo borsa, una bellissima storia di inclusione, creatività e lavoro condiviso.



