Alberto Capelli ci aveva indicato la rotta.
Il racconto della sua impresa di raggiungere da Piacenza la laguna di Venezia e il Canal Grande lungo il Po ha stregato la Redazione di Universi durante la prima riunione dell’autunno scorso. Così ci siamo fatti una promessa: anche noi in barca sul Po!
Ci siamo dati appuntamento a primavera e la promessa è diventata realtà. Fine maggio, al pontile del circolo nautico di San Nazzaro, davanti allo sbarramento di Isola Serafini, dove il grande fiume addomesticato dall’opera dell’uomo si offre placido e accogliente. Il caldo anomalo non ha scoraggiato nessuno dei presenti: Fabio Brusamonti, titolare New Nautica di San Nazzaro, vero “lupo di fiume”, ha fatto il resto. Sapevamo che aveva già procurato ad Alberto e alla sua “ciurma” nel settembre scorso il mezzo adatto alla traversata fino al mare, un gommone da sei metri. Così si è presentato a bordo di una barca un po’ fuori dal comune: dal fondo piatto e provvista di una piattaforma mobile nella parte anteriore in grado di abbassarsi e far accedere anche le carrozzine con le ruote. Solitamente viene utilizzata per l’assistenza alle imbarcazioni sportive impegnate nel bacino nelle competizioni.

Il “salto” dal pontile al motoscafo che montava un motore da 60 cavalli è stato anche più facile del previsto, sia per le carrozzine che per gli accompagnatori. Il resto è nell‘ampio fotoservizio che potere scorrere qui sotto con le nostre facce entusiaste e nelle parole dei redattori che raccontano un pomeriggio speciale.
Ah, il Po è un posto bellissimo! (Peccato che la Redazione di Universi non fosse al completo, ma ripeteremo questa esperienza).

L’ultimo incontro di Universi è stato davvero bello perché ho potuto fare un giro in barca lungo il fiume Po ed il torrente Chiavenna, partendo da San Nazzaro, dove c’è la conca di Isola Serafini, su un motoscafo messo a disposizione da Fabio Brusamonti di New Nautica di San Nazzaro, dove potevamo salire anche noi in sedia a rotelle. Abbiamo emulato, in piccolo, l’avventura compiuta nel settembre scorso da Alberto, uno di noi, che, partendo da San Nazzaro su un gommone è arrivato fino a Venezia.
Mi sono piaciuti molto i colori del Po, un po’ meno l’acqua più verde del Chiavenna. Un brivido le onde quando ci ha attraversato davanti un motoscafo più veloce di noi e la nostra barca ha cominciato ad ondeggiare ma soprattutto quando in un’accelerata il muso del nostro mezzo si è impennato e si è impennata anche la mia carrozzina e l’aria sulla faccia nonostante il caldo. Impressionante la diga all’idea di dover fare un salto di 12 metri per poterla attraversare! Grazie davvero a Fabio per la bella opportunità che ci ha fatto vivere. (Roberta Capannini)

È stata una riunione diversa quella a cui lo scorso maggio hanno partecipato i redattori di Universi. Non solo si è tenuta al di fuori dell’Università Cattolica di Piacenza, sede consueta degli incontri: stavolta il ritrovo dei giornalisti è avvenuto sull’acqua, o meglio in barca lungo il Po; un’avventura resa possibile dalla generosità di Fabio Brusamonti di New Nautica San Nazzaro. Cugino di Alberto Capelli, uno dei redattori, è stato infatti Brusamonti a guidare l’imbarcazione dotata di rampa adatta a caricare le carrozzine e messa a disposizione dall’associazione Motonautica di San Nazzaro. Ma il vero ideatore della gita è stato proprio Alberto, primo a proporre il giro in barca e ad accordarsi con il cugino per realizzarlo.
Imbarcati a San Nazzaro sul pontile della Motonautica, Micaela, Roberta e Alberto si sono diretti lungo il fiume Po per poi virare verso la foce del Chiavenna e risalire lentamente il torrente fino a Caorso. Le reticenze iniziali di alcuni hanno subito lasciato il posto al piacere di sentirsi avvolti dall’acqua e accarezzati dal vento, preziosi alleati contro il caldo anomalo della giornata. Insieme ai redattori hanno partecipato alla traversata i familiari accompagnatori, il coordinatore pedagogico di Universi Fabio Franceschetti coadiuvato da Davide Chiappini e il coordinatore giornalistico Mauro Ferri di piacenzasera.it. Al timone Brusamonti, attento a mantenere la rotta verso le poche zone d’ombra e a raffreddare periodicamente il motore.

L’acqua, si sa, ha il potere di far riscoprire luoghi conosciuti da angolazioni differenti. Così è stato al passaggio sotto l’antico ponte della ceramica, oggi adibito ad area pedonale. O alla vista dal fiume del paese e della chiesa di San Nazzaro e, dopo aver costeggiato a pelo d’acqua tutto il tratto d’argine percorribile in bicicletta, allo schiudersi delle case di Caorso. Tra le abitazioni anche quella di Alberto Fermi, padre di Enrico, corredata da una lapide commemorativa che lo ricorda originario del luogo. Dopo una breve pausa è arrivato il momento dell’inversione di rotta per il ritorno. Compagni d’avventura, diversi uccelli – dalle cornacchie alle ghiandaie, passando per gli aironi fino ai cigni – si sono visti volteggiare sull’acqua. Varie anche le imbarcazioni, tra motoscafi, gommoni e barche di pescatori non solo italiani.

Perché il Po è anche questo: l’incontro con un’umanità variegata e nomade, difficile da trovare altrove. Prima di ritornare alla Motonautica per lo sbarco, un breve passaggio alla nuova conca di Isola Serafini: moderno “ascensore” per le imbarcazioni che, variando il livello dell’acqua, permette loro di attraversare la diga da monte a valle o viceversa. Lì diverse barche di pescatori di siluro stavano per essere trasportate a valle. Tornati a terra, la gita si è conclusa convivendo pane, salame e vino bianco offerti da Brusamonti nel giardino della sua officina. Un pomeriggio senza barriere vissuto all’insegna della leggerezza e dell’amicizia, testimonianza che avere una disabilità non impedisce di vivere nuove esperienze, anche lontane dal consueto. Peccato per chi non c’era, ma forse una nuova traversata sarà presto all’orizzonte. (Micaela Ghisoni)







