Simone Boiocchi, l’intervista al tedoforo che corre più forte di tutti
Abbiamo avuto il privilegio di intervistare uno dei tedofori delle Olimpiadi invernali, una nostra conoscenza, Simone Boiocchi! La redazione del Civico 11 nei giorni immediatamente precedenti all’inizio di Milano Cortina 2026 lo ha incontrato
Questo momento se lo ricorderà per sempre! Non c’è stata nessuna preparazione! Ha incontrato Gianmarco Tamberi! Ci mette meno di 13 secondi a correre i 100 metri! È veloce! Legge i fumetti! Si allena al campo Dordoni! La sintesi di Sara Zuccone è perfetta per raccontare chi è Simone Boiocchi.
Abbiamo avuto il privilegio di intervistare uno dei tedofori delle Olimpiadi invernali, una nostra conoscenza, Simone Boiocchi! La redazione del Civico 11 nei giorni immediatamente precedenti all’inizio di Milano Cortina 2026, la più importante manifestazione sportiva dell’anno, ha incontrato Simone nella casetta di Cantone del Cristo, sede delle nostre riunioni periodiche.
Simone è un redattore fin dalla prima riunione al Civico 11 ormai dieci anni fa: la sua impresa di tedoforo della fiamma olimpica ha emozionato tutti , per questo ci siamo fatti raccontare quella giornata unica e segnata da una grande partecipazione di tutta la città. Accompagnato dal suo storico allenatore, Fabrizio Dallavalle, presidente della società Atletica Piacenza, Simone ha portato la fiamma nel penultimo tratto cittadino, da piazza Borgo a via Garibaldi, dove l’ha passata all’ultimo frazionista che l’ha condotta al braciere in piazza Cavalli, il nuotatore Giacomo Carini.
Luca, Elian, Paolo, Linda e Sara, insieme ad Alessia e Mauro, hanno sottoposto alcune domande all’atleta piacentino: nell’intervista insieme al papà Franco, Simone ha svelato tanti dettagli di una carriera ormai lunga e costellata di titoli nazionali e di successi nella corsa veloce, in particolare le sue specialità sono i 100 metri e i 200 metri piani, dove ha conseguito risultati cronometrici di assoluto rilievo per la categoria Fisdir, ma non solo. Nei 100 metri il suo record personale è di 12,52 secondi, mentre sui 200 ha fermato il cronometro sui 25,69 secondi. I tempi migliori li ha conseguiti qualche anno fa, ma ancora oggi Simone corre i 100 metri appena sopra i 13 secondi.
Simone ha cominciato a correre in pista a 13 anni e oggi che ha 31 anni compete con tanti ragazzi molto più giovani di lui. Il primo titolo nazionale lo ha vinto nel 2011 in giovanissima età a Cagliari: ma allora nella sua categoria aveva pochi concorrenti. Negli anni successivi ha riconquistato il tricolore della sua specialità ma nel frattempo la concorrenza è aumentata, anche perchè lo sport fra le persone disabili negli ultimi anni si ha trovato una diffusione sempre maggiore, per fortuna.
LE DOMANDE DELLA REDAZIONE DEL CIVICO 11
Avresti mai immaginato di portare la fiamma olimpica? No è stata una sorpresa, arrivata all’improvviso. Ho saputo che avrei dovuto fare il tedoforo mentre ero a Molfetta (Puglia) a disputare i campionati italiani, quando mi ha chiamato l’assessore allo sport del Comune di Piacenza Mario Dadati.
Come è stata la tua preparazione nei giorni precedenti? Hai fatto una riunione con gli altri tedofori? Non c’è stata una preparazione particolare, ci hanno dato le indicazioni sugli orari e sui luoghi del percorso solo negli ultimi giorni.
Che emozioni e cosa hai provato, secondo noi non lo dimenticherai molto facilmente? Confermo non lo dimenticherò.
Quando eri sul pullmino che ti stava portando sul luogo della fiaccola con gli altri tedofori cosa vi siete detti? Ero molto concentrato, non ho avuto il tempo di parlare con gli altri.
Conoscevi qualcuno dei tedofori? Sì conoscevo Giacomo Carini, l’ultimo tedoforo a cui ho passato la fiamma.
Chi si è accorto che correvi molto forte quando eri un ragazzino? Il mio primo allenatore si chiamava Lucio, poi abbiamo conosciuto l’Atletica Piacenza e i miei genitori mi hanno portato allo stadio per cominciare a fare attività fisica, sono stati loro che hanno visto le mie qualità e mi hanno portato a correre in pista. Da allora sono stato sempre seguito da Fabrizio Dallavalle.
Un incontro importante per la tua carriera? Ho conosciuto Gianmarco Tamberi, medaglia d’oro olimpica del salto in alto. E’ avvenuto ad Ancona, la città dove si allena. Ci siamo visti in occasione dei campionati indoor grazie ad Andrea Dallavalle, il nostro saltatore azzurro, che conosce Gianmarco e ci ha fatti incontrare.
Quanti allenamenti fai alla settimana? Mi alleno alla pista Dordoni lungo strada Agazzana tre volte alla settimana, martedì, mercoledì e venerdì, ma a volte, prima delle gare importanti facciamo anche quattro allenamenti. Una seduta è in palestra, altrimenti ci alleniamo all’aperto anche nella stagione invernale.
Dopo la fiaccola e dopo i titoli, quali altri progetti hai? Vorresti fare il portabandiera? Andrò avanti ad allenarmi ancora, perchè mi piace, anche se qualche volta costa fatica.
Cosa ti piace fare, a parte correre? La mia più grande passione fuori dallo sport sono i fumetti.
IL COMMENTO DI LUCA e LINDA del Civico 11
In un certo senso è come se la redazione avesse partecipato alla sfilata della fiaccola Olimpica come da protagonista a fianco del nostro amico e tedoforo Simone Boiocchi.
Io penso che Simone abbia una grande fortuna nella sua disciplina, in quanto allenato da parecchi anni da Fabrizio Dallavalle padre del campione piacentino Andrea Dallavalle e Presidente dell’atletica Piacenza.
Ha iniziato a correre circa 13 anni e nel 2011 a Cagliari ottiene già il primo titolo italiano. Nei campionati italiana percorre i 100 e 200 metri, invece fa i 60 quando fa gli indoor.
Ha ricevuto la chiamata dall’assessore allo sport piacentino Dadati per portare la fiaccola Olimpica quando era ai Campionati Italiani 2025 a Molfetta. Immagino le emozioni che ha provato quando ha saputo della notizia. Penso che essere riconosciuti per i propri meriti sia una cosa fantastica, per di più in un evento Olimpico!
Aver portato la fiaccola Olimpica nella sua città è qualcosa che non scorderà mai, è un evento unico e irripetibile (beh chissà magari no chi può dirlo.)
Luca Tinelli
Ho apprezzato quando ha parlato del suo lavoro e di quello che fa
Linda Franchini


