C’è l’amicizia, l’ironia, la dolcezza e anche un po’ di “spleen”, come è giusto che sia in ogni corpus poetico che si rispetti, nei componimenti di Michela. E la consapevolezza che le parole a volte si fanno attendere sulla pagina (o sullo schermo del pc), occorre saper aspettare con pazienza la vera ispirazione. “La zia con le ruote” è il piccolo libro di poesie che, dopo qualche insistenza, Michela Cornelli ha deciso di dare alle stampe. “Veterana” del centro socioriabilitativo della cooperativa sociale Geocart, che frequenta da trent’anni, Michela in questa intervista ci racconta come è nata la passione per i versi e perchè ha deciso di condividere alcuni frammenti pregiati del suo mondo e della sua vita con gli altri lettori. Uno di questi frammenti è l’amicizia con un personaggio importante, ne scrive Michela in una delle poesie più recenti: “Quando mi sento un po’ sola mi basta fare uno squillo/ tu rispondi subito: Ciao sono Astutillo”.
Il ricavato del libro, già in ristampa, viene devoluto in beneficienza. Ecco l’intervista:
Com’è nato il tuo amore per la poesia? Come hai iniziato a scrivere e cosa rappresenta per te oggi la scrittura?
Scrivo poesie da quando avevo otto anni. All’inizio ha sostenuto in questa mia inclinazione la maestra delle elementari, poi sono passata alla macchina da scrivere, e oggi uso il computer. Scrivere per me è sempre stata una forma di espressione profonda. Come dico anche nel libro, è la mia piccola forma d’arte: nasce da dentro, dai sentimenti, e se trovo le parole giuste scrivo, mentre se non arrivano non forzo nulla. Oggi scrivo un po’ meno, perché l’ispirazione va e viene, ma chissà, magari in futuro ci sarà anche materiale per un intero altro libro.

Parliamo del libro. Quando è uscito e com’è stato realizzarlo?
È uscito da poco, ma la prima edizione è già andata esaurita. Tutto è nato quasi per gioco, con semplicità. È stata una bellissima occasione per raccogliere quello che ho scritto in questi anni e condividerlo. Ma non ci sono tutte le mie poesie! Ne ho scritte davvero tantissime nel corso degli anni. Questo libro è una selezione: ci sono alcune tra le più recenti, o quelle che mi sembrano le più belle, quelle a cui tengo di più. Le ho scelte io, personalmente.
Hai dedicato diverse poesie anche all’Inter. Come nasce la tua fede nerazzurra?
Sono interista da quando ero in seconda media. Mi ero presa una cotta per un ragazzo interista, era il mio “fidanzatino”. Per un anno ho portato le caramelle da casa dicendo a mia mamma che erano per me… ma in realtà le davo a lui! La passione per l’Inter, insomma, è nata per amore. E poi si è rafforzata grazie a un incontro molto speciale: Astutillo Malgioglio mi ha presa sotto la sua ala a 14 anni. Facevo terapia con lui, ancora prima che lasciasse il calcio: lui continua tuttora a dedicarsi a chi ha bisogno, e per me è stato una guida, un punto di riferimento. Un giorno di primavera del 1987, tra l’altro, mi ha fatto conoscere tutta la squadra nerazzurra dell’epoca, ed è ancora oggi uno dei miei ricordi preferiti.
Hai scelto di devolvere i proventi a delle associazioni. Perché?
Non ho mai pensato di voler tenere i soldi: tutto ciò che verrà raccolto andrà a due associazioni, Aida ed Era77 di Malgioglio, che si occupano di persone fragili. È un modo per restituire un po’ del bene che ho ricevuto nella mia vita.
Hai già in programma una ristampa? Ci saranno presentazioni?
Sì, ci sarà presto una ristampa del libro, con qualche piccola modifica e aggiunta. Per quanto riguarda le presentazioni, invece, a Bergamo, verso settembre, ci sarà un primo incontro. Ma ne faremo uno anche a Piacenza in autunno, non appena troveremo un luogo che ci ospita.
Se qualcuno volesse acquistare una copia del tuo libro, come può fare?
Per ora è tutto gestito in modo molto semplice. Chi è interessato può contattarmi tramite la Geocart (dove si trova il centro che frequento da 30 anni), basta mandare una mail a info@geocart.it




